Il Parco Fluviale dello Stirone: un itinerario nella natura fra flora, fauna e fossili

27 agosto 2011 in Territorio

Dal Monte Santa Cristina, a 962 metri altitudine, nel territorio del Comune di Pellegrino Parmense, nasce il Torrente Stirone. Dall’Appennino parmense scende a valle, fino a toccare la Pianura Padana: per 55 chilometri segna il confine fra le province di Parma e di Piacenza, fino a confluire nel fiume Taro. Il bacino idrografico del torrente, nonostante le sue scarse dimensioni – circa 300 chilometri quadrati – ospita un’interessante varietà di flora e fauna d’interesse comunitario, tutelata fin dal 1988 dal Parco Fluviale Regionale dello Stirone, esteso sul territorio di quattro comuni: Salsomaggiore Terme e Fidenza, in provincia di Parma, Alseno e Vernasca, in provincia di Piacenza.

Lungo le sponde del corso d’acqua e nell’area protetta s’incontrano i salici, arborei e arbustivi, rosso e bianco. Bianco è anche il pioppo, altra pianta diffusa lungo gli argini e le sponde del torrente Stirone: alcuni esemplari sono particolarmente alti e maestosi. La fascia collinare è ricoperta da una fitta selva di querce, con una più rara presenza di castagneti. Fra le specie protette, le orchidee sono fra i gruppi floristici più conosciuti, così come la peonia e il dittamo. Fra le 239 specie di vertebrati segnalate nel Parco, non è raro incrociare la strada di una volpe o di un cinghiale. Gli ambienti umidi ospitano molti volatili: fra questi, l’airone cinerino, il germano reale, il martin pescatore e la gallinella d’acqua. Nei boschi trovano riparo piccoli predatori – donnola, faina, sparviere – roditori – scoiattolo, istrice, ghiro -, mentre fra le fronde delle querce collinari si scorgono la poiana, la ghiandaia e la cinciallegra.

Flora e fauna. Ma non solo. La vera fama del Parco dello Stirone è legata ai sedimenti fossili marini. Paleontologi di fama internazionale hanno compiuto studi scientifici su questi reperti, databili al Miocene superiore, al Pliocene e al Pleistocene, tutti compresi fra gli 8 milioni e i 10 mila anni fa. Si scopre così un vero e proprio museo all’aperto, un viaggio entusiasmante per ripercorrere la storia intera della Terra e la sua evoluzione. In località Le Cascatelle, uno dei punti più interessanti dal punto di vista geologico, si notano i segni caratteristici del passaggio tra l’era Terziaria e l’era Quaternaria (circa 1,8 milioni di anni fa), fra i quali la presenza dell’impronta fossile dell’Arctica islandica, un mollusco bivalve dalla spessa e grigia conchiglia.

Sono tanti gli itinerari che si snodano nell’area naturale protetta e lungo il corso del torrente. Per esempio, dal Centro Visite del Parco, ospitato nei locali delle ex scuole elementari di Scipione Ponte, si può partire alla volta della zona dei Tre Pioppi, lungo la strada in ghiaia che si inoltra nel fitto verde ripariale. Percorsi un centinaio di metri, si abbandona la via principale per raggiungere il cuore del Parco; in primavera, i canti dell’usignolo e del rigogolo accompagnano gli escursionisti. Circondati da querce, pioppi, ciliegi e noccioli, si contempla lo spettacolo della natura. Si prosegue lungo il tracciato per raggiungere l’area di ristoro, perfetta per una sosta riposante. Dopodiché si riprende la strada principale, contornata da macchie di ginestre, salici e rose selvatiche. L’ultima parte dell’itinerario riserva la vera sorpresa: sulle rocce sedimentarie-argillose accanto al torrente, ecco gli affioramenti di fossili risalenti al Miocene superiore. Si arriva così alla località detta dei Tre Pioppi, per la presenza, fino a qualche anno fa, di tre pioppi ultracentenari. Per ritornare al Centro Visite, si può scegliere l’alternativa del percorso esterno.

Torrente Stirone - Alveo    Torrente Stirone - Località Le Cascatelle    Fauna - Esemplare di Gruccione    Pellegrino Parmense

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